No al Protesto di Assegni e Cambiali

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Per dire basta all'indifferenza

Il Business che ruota intorno a un Protesto




Lottare per un Mondo migliore all'insegna del rispetto reciproco
La nostra Associazione è diventata un "Polo di comunicazione, di forza e difesa" per i Clienti del sistema bancario. La nostra Associazione mira soprattutto a creare una modulo di opposizione a questo sistema, dove il nostro grido comune possa essere preso in considerazione dai maggiori vertici dello Stato Italiano. Lottiamo per la riforma del sistema bancario che ci consenta ampie libertà di movimento e di fare impresa. Non vogliamo più restrizioni o costrizioni fatte da persone incapaci che occupano posti frutto di raccomandazioni e di vecchie politiche clientelari. Esistono nel nostro mercato le cosiddette “Banche Affari” che coadiuvano in maniera totale l’andamento economico e tutelano gli interessi delle Aziende. La Banca Affari in Europa non e’ un sogno ma una realtà. La Banca Affari entra all’interno della tua azienda non solo con finanze e crediti ma, con propri consulenti che controllano l’andamento passo passo della tua azienda. In Italia e’ ancora un sogno, ostacolato magari dalle numerose lobby di industriali o di imprenditori che circondano il sistema bancario di ogni nostra città. Rapporti fatti tra alti dirigenti e potenti industriali che dettano tutti i giorni regole e regolamenti a discapito del piccolo commerciante, artigiano, imprenditore o privato cittadino. Le banche devono saper valutare i propri clienti dal rischio d’impresa e non dal mattone. Rompere gli shemi e liberare il nostro spirito imprenditoriale.
www.bnk209.it

Il Protesto è un Business ! o ? 

Una domanda o un' affermazione? 

Per un attimo, preso dal grande sconforto ed indignazione, ho pensato come potrebbe essere la nuova configurazione del sistema senza questa squallida ed ignobile gogna denominata Protesto. 

Un mercato, finalmente libero, dove tutte le transazioni sono rinviate alla conoscenza tra i due soggetti principali: 

  • il Creditore
  • il Debitore. 

Dove le responsabilità oggetto della transazione sono inderogabilmente ed esclusivamente rinviate ai due soggetti oggetto della transazione. 

D’altronde, a mia memoria, non mi risulta che una banca abbia MAI rimesso denari o abbia pagato un assegno protestato SIC! 

Infatti, dalle nozioni acquisite e dall’esperienza associativa, mi risulta che le banche, da sempre, in mancanza di fondi inviano l’assegno, qualora vi sono i presupposti, direttamente al Notaio per la levata del Protesto. 

Per un attimo ho pensato che tutto potrebbe funzionare a meraviglia, magari, le transazioni potrebbero essere affiancate, in caso di carenza di fiducia, da assicurazioni sul credito


Conoscere il Contraente è la soluzione della problematica

La fiducia e la conoscenza dei due soggetti, dovrebbe essere la leva primaria per la conclusione della transazione che, in caso di soggettiva carenza, potrebbe essere affiancata da ipotetica assicurazione sul credito. 


I mezzi di pagamento? 

L’assegno bancario, la cambiale, la carta di credito, il bonifico bancario sarebbero utilizzati nell’immediatezza mentre, per pagamenti a medio lungo periodo, potrebbe senz’altro intervenire l’assicurazione crediti o una fidejussione rilasciata da un terzo soggetto abilitato per questo scopo. 

Sarebbe finalmente debellato il Protesto e finirebbe la gogna del protestato con tutte le problematiche collegate. 

E’ infatti provato che a seguito di un Protesto si generi un effetto domino, devastante, che porta immediatamente il soggetto e/o l’azienda in uno stato di insolvenza per poi sfociare anche in situazioni più tragiche fino al fallimento. 


Il Protesto è un vero disastro sociale, 

che in queste situazioni, violenta e stupra la dignità della persona protestata, coinvolge inesorabilmente la propria famiglia con risvolti esterni di: usura, lavoro nero e attività illecite. 

Ma veramente potremmo ipotizzare di abolire il Protesto? 

Secondo me i presupposti ci sono ma, da una analisi che ho effettuato sono emersi dati agghiaccianti riferiti ai volumi di affari che ogni anno viene movimentato da questo fenomeno. 

Parliamo di 1.500.000 di Protesti ogni anno (Dati CCIAA), ai quali si aggiungono i numeri di assegni semplicemente insoluti e pagati successivamente (Entro i 60 gg.). 

Ed ecco il fatturato stimato, che sviluppa questo sistema: 

  • Al sistema bancario: € 150.000.000,00 (€ 100,00 per ogni protesto) di commissioni e spese, addebitate direttamente sul conto corrente del creditore, ovvero di chi ha incassato nel proprio conto corrente l’assegno successivamente protestato. Le banche da questo punto vista, hanno comunque assicurato e garantito il recupero delle somme.
  • Al Notariato: € 75.000.000,00 (€ 50,00 per ogni protesto) tra spese, oneri e bolli, addebitate direttamente sul conto corrente del creditore, ovvero di chi ha incassato nel proprio conto corrente l’assegno successivamente protestato. I Notai, anche loro, hanno assicurato e garantito il recupero delle somme. Avvocati € 750.000.000 (€ 500,00 in media per l’attività legale promossa per il recupero del credito con atto di citazione e/o decreto ingiuntivo e/o precetto ed eventuale pignoramento.
  • Stato Dato non disponibile ma, che potrebbe essere calcolato in base ai bolli, imposte, scaturiti dagli incassi effettuati dalla banca, notaio, tribunali (per ricorsi, riabilitazioni, e quant’altro generato dal Protesto)
  • Avvocati Stima non disponibile, proveniente dal ricorso presso il Giudice di Pace per la riabilitazione del soggetto protestato. Avvocati Stima non disponibile, proveniente da attività collaterali, generatesi a causa della situazione di difficoltà economica sorta a causa del protesto: Fallimenti, Separazioni/Divorzi, Liti tra soci e familiari,
  • Sanità Stima non disponibile, proveniente da spese nate da: farmaci somministrati a seguito di stati di depressione ed altri stati, ricoveri, degenerazione dello stato di salute fino ad arrivare alla morte.

Ho finito di fare i calcoli, e man mano che li analizzavo e scrivevo cominciavo ad intuire il grande business del Protesto, fino a sobbalzare sulla sedia dove alloggiava il mio corpo. 

Ma allora questo dovrebbe essere la Tutela del Credito? 

Cioè, con la levata del Protesto, io sistema Italia, ovvero io Stato Italiano, tutelo il credito? 

Mi sembra che al contrario, in questo modo tutelo l’economia di una casta anzi di una filiera ben precisa, generando, per assurdo una controtendenza a quelli che sono i presupposti iniziali ed essenziali del Protesto. 

A mio modesto parere parliamo di un giro di affari superiore ad 1 Miliardo di Euro che spinge all’emarginazione sociale Milioni e Milioni di persone. Sì perché forse ignoriamo un altro dato, cioè quello riferito alla quantità di “persone” che si trovano in questa “gogna”, partendo dal presupposto, che il tempo ufficiale della riabilitazione del protestato, non è come si dice 1 anno, ma bensì di oltre 5 anni. Infatti nonostante che per Legge dopo 1 anno, il protestato, secondo i presupposti maturati, abbia diritto alla riabilitazione dinanzi al Giudice di Pace, i dati di detto soggetto, rimangono intrappolati nelle banche dati di Centrali dei Rischi e Banche, come storico, e vengono, riesumati ogni volta che il soggetto si avvicina al sistema creditizio Italiano. Pertanto se ipotizziamo che ogni anno, 1.500.000 di protesti generano circa 1.200.000 protesti individuali e, se questi soggetti per almeno 10 anni navigheranno a vista, nel sistema creditizio, ecco che avremmo la cifra di 12.000.000 di individui che attualmente non possono accedere al sistema creditizio o che sono trattati al limite dello stesso costretti ad esercitare il loro Diritto al Lavoro (Costituzione), con grande difficoltà e, con condizioni estreme. Ho smesso immediatamente di pensare ed ho iniziato a fare. Fare significa attivarsi per cambiare questo sistema. Fare significa utilizzare tutti i sistemi democraticamente disponibili per intervenire. Fare significa dire Basta a questo stupro quotidiano! 


Il Presidente

Raffaele Amici (2003)

La Legge sul protesto è una legge emanata nel periodo fascista.


Non si riesce a capire perchè, in questa Nazione, da una parte si rinnega il fascimo e dall'altra si applicano le Leggi del periodo fascista.

Un vero controsenso.

Infatti la Legge che ha Regolamentato ed inserito il Protesto degli Assegni è la n. 1669 del 05 Dicembre 1933.