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Per dire basta all'indifferenza

La CAI Centrale Allarme Interbancaria


Lottare per un Mondo migliore all'insegna del rispetto reciproco
La nostra Associazione è diventata un "Polo di comunicazione, di forza e difesa" per i Clienti del sistema bancario. La nostra Associazione mira soprattutto a creare una modulo di opposizione a questo sistema, dove il nostro grido comune possa essere preso in considerazione dai maggiori vertici dello Stato Italiano. Lottiamo per la riforma del sistema bancario che ci consenta ampie libertà di movimento e di fare impresa. Non vogliamo più restrizioni o costrizioni fatte da persone incapaci che occupano posti frutto di raccomandazioni e di vecchie politiche clientelari. Esistono nel nostro mercato le cosiddette “Banche Affari” che coadiuvano in maniera totale l’andamento economico e tutelano gli interessi delle Aziende. La Banca Affari in Europa non e’ un sogno ma una realtà. La Banca Affari entra all’interno della tua azienda non solo con finanze e crediti ma, con propri consulenti che controllano l’andamento passo passo della tua azienda. In Italia e’ ancora un sogno, ostacolato magari dalle numerose lobby di industriali o di imprenditori che circondano il sistema bancario di ogni nostra città. Rapporti fatti tra alti dirigenti e potenti industriali che dettano tutti i giorni regole e regolamenti a discapito del piccolo commerciante, artigiano, imprenditore o privato cittadino. Le banche devono saper valutare i propri clienti dal rischio d’impresa e non dal mattone. Rompere gli shemi e liberare il nostro spirito imprenditoriale.
www.bnk209.it

La Centrale Allarme Interbancaria

La Centrale Allarme Interbancaria, nuovi controlli e restrizioni alle transazioni con assegni.


Con l'emanazione del Decreto del Ministero di Giustizia numero 458/2001 e del Regolamento della Banca d'Italia del 29 gennaio 2002, si è attuata la normativa secondaria prevista dal Decreto Legislativo del 30 dicembre 1999 n. 507 in materia di depenalizzazione dei reati minori e riforma del sistema sanzionatorio degli assegni bancari e postali e delle carte di pagamento irregolari. 

 Con la nuova normativa è stato istituito presso la Banca d'Italia un Archivio Informatico (Centrale d'Allarme Interbancaria) degli assegni e delle carte di pagamento irregolari, archivio che è entrato in funzione il 2 luglio 2002. 

 Alla Centrale d'Allarme Interbancaria, segmento CAPRI, vanno obbligatoriamente segnalati tutti quei soggetti che:  

  1. Abbiano emesso assegni in assenza di fondi (mancanza totale o parziale di provvista);
  2. Abbiano emesso assegni senza la necessaria autorizzazione della banca trattaria.

La Banca trattaria nel caso di assegno emesso in assenza totale o parziale di provvista, ha l'obbligo di inviare al soggetto interessato entro il 10° giorno dalla presentazione del titolo al pagamento, una comunicazione di preavviso di revoca (mediante raccomandata o telegramma) prima di procedere all'effettiva segnalazione. 

Nel caso in cui venga emesso un assegno privo di provvista, l'iscrizione ha luogo entro il 60° giorno successivo alla data di scadenza del termine di presentazione del titolo, sempre che nel predetto periodo non intervenga il pagamento tardivo. 

 Nel caso di emissione di un assegno senza provvista totale o parziale, il traente al fine di evitare l'applicazione delle sanzioni CAI – e quindi evitare anche sanzioni emanate dal Prefetto – può effettuare un pagamento tardivo del titolo, entro 60 giorni dalla scadenza del termine di presentazione del titolo stesso (così come previsto dall'art. 8 della L. 386/1990 modificato dall'art. 33 del D. Lgs. 507/1999). 

Si precisa che tale pagamento tardivo comporta: 

  1. Il pagamento dell'importo facciale dell'assegno;
  2. Il pagamento di una penale pari al 10% dell'importo dell'assegno;
  3. Il pagamento degli interessi, al tasso legale vigente, per il ritardato pagamento, eventuali spese sostenute.

Il pagamento può essere effettuato: 

  1. Al portatore del titolo;
  2. Al Pubblico Ufficiale che ha levato il protesto;
  3. Alla Filiale trassata dalla Banca, mediante costituzione di un deposito vincolato in favore del portatore del titolo.

La prova dell'avvenuto pagamento dovrà essere fornita dal traente alla Banca trattaria entro il 60° giorno dalla scadenza del termine di presentazione del titolo. 

Qualora sia stato levato il protesto, tale prova dovrà essere fornita anche al Pubblico Ufficiale che lo ha levato, al fine di evitare l'applicazione di sanzioni amministrative. 

Ove l'assegno non venga onorato con le predette modalità e nei termini previsti, la Banca provvederà all'iscrizione del nominativo traente nell'archivio CAI. 

L'iscrizione di un nominativo in Archivio determina la revoca di ogni autorizzazione ad emettere assegni per un periodo di 6 mesi dalla segnalazione del nominativo. 

 Durante tale periodo è fatto divieto: 

  1. A qualunque banca o ufficio postale di stipulare nuove convenzioni di assegno con il soggetto interessato;
  2. Al soggetto iscritto di richiedere nuovi carnet di assegni;
  3. Al soggetto iscritto di emettere assegni bancari e postali;

Il traente iscritto dovrà inoltre restituire tutti i moduli di assegno in suo possesso alle banche e agli uffici postali che li abbiano rilasciati. 

L'intervenuta depenalizzazione del reato di emissione di assegno senza provvista o senza autorizzazione comporta l'applicazione di sanzioni amministrative comminate dal Prefetto territorialmente competente (Prefetto del luogo di pagamento dell'assegno). 

La legge prevede che il Prefetto, per poter applicare le relative sanzioni sia informato dell'accaduto direttamente dal P.U. che ha levato il protesto, ovvero dallo stesso trattario nel caso in cui non si sia proceduto al protesto del titolo. 

Pertanto l'obbligo di comunicazione al Prefetto per la Banca trattaria, scatta nei soli casi in cui non si sia proceduto al protesto del titolo. 

Il pagamento tardivo del titolo fa venire meno l'obbligo dell'informativa al Prefetto; altrimenti entro 90 giorni il Prefetto notifica al traente la violazione ed entro 30 giorni dalla notifica, l'interessato può presentare scritti difensivi. 

E' il Prefetto che determina la sanzione con ordinanza motivata. 

Il soggetto interessato – anche tramite persona delegata – ha diritto di accedere all'archivio CAI per ottenere tutte le informazioni che lo riguardino; nonché per richiedere la loro eventuale rettifica, nell'ipotesi in cui vi siano errori, o manchino i presupposti per effettuare la segnalazione. 

Si ricorda che l'accesso: 

  1. all' archivio CAPRI (Centrale Allarme Procedure Impagati) è nominativo, ovvero può essere fatta solo dal soggetto interessato;
  2. all'archivio PASS (Procedura Assegni Sottratti e Smarriti) è libera ed è eseguibile alla pagina CAI-PASS: Controllo assegni sottratti, smarriti e bloccati CAI-PASS - Controllo assegni sottratti, smarriti e bloccati CAI – PASS L'applicazione CAI-PASS permette di conoscere i dati non nominativi sia degli assegni bancari e postali dei quali è stato denunciato il furto o lo smarrimento, sia di quelli non restituiti alle banche e agli uffici postali dopo la revoca dell'autorizzazione ad emettere assegni.


ATTENZIONE

CAI - informativa destinata alla clientela 


Per elevare il grado di sicurezza nella circolazione degli assegni, dal 1° settembre 2006 saranno iscritti in Centrale d’Allarme Interbancaria coloro che, avendo emesso assegni privi di fondi, non abbiano dato prova del pagamento tardivo come disposto dalla Legge 386/90.

Accesso ai dati della Centrale di allarme interbancaria  


Cos'è

Il servizio permette di verificare i dati registrati a proprio nome, controllare la regolare circolazione di assegni bancari o postali e di carte di pagamento, richiedere chiarimenti sul funzionamento della Centrale di allarme interbancaria (CAI). Il servizio è gratuito.

La Centrale di allarme interbancaria è un archivio informatizzato, gestito dalla Banca d'Italia, che contiene:

  • le generalità di chi ha emesso assegni bancari e postali senza autorizzazione o senza disporre dei fondi necessari
  • i dati identificativi degli assegni bancari e postali emessi senza autorizzazione o senza disporre dei fondi necessari
  • i dati identificativi degli assegni bancari e postali non restituiti dopo la revoca dell'autorizzazione
  • i dati identificativi degli assegni bancari e postali di cui sia stato denunciato il furto o lo smarrimento o bloccati per altri motivi
  • le generalità dei soggetti ai quali è stata revocata l'autorizzazione all'utilizzo di carte di pagamento
  • i dati delle carte di pagamento revocate e di quelle di cui sia stato denunciato il furto o lo smarrimento
  • le generalità dei soggetti ai quali sono state applicate sanzioni amministrative pecuniarie e accessorie da parte dei prefetti per aver emesso assegni bancari e postali senza autorizzazione o senza disporre dei fondi necessari
  • le generalità dei soggetti ai quali sono state applicate sanzioni penali dall'Autorità giudiziaria per l'inosservanza degli obblighi imposti come sanzione amministrativa accessoria.

La CAI serve quindi a sanzionare e prevenire l'utilizzo anomalo degli assegni bancari e postali e delle carte di pagamento, ad aumentarne la sicurezza e a rafforzare la fiducia dei cittadini in questi strumenti di pagamento. 


Chi può fruirne 

  • Le persone fisiche a nome delle quali sono registrate le informazioni, oppure il loro tutore, curatore o erede (compreso il chiamato all'eredità).
  • Le persone giuridiche, quali società, associazioni, enti e organismi, i cui dati possono essere richiesti dalla persona fisica legittimata in base ai rispettivi statuti o ordinamenti.

Come

  • Con una richiesta alla Banca d'Italia. Il modulo può essere scaricato da questa pagina o ritirato presso le Filiali. La richiesta può essere inviata per posta, posta elettronica certificata (PEC) o via fax a una qualunque delle Filiali della Banca d'Italia che offrono il servizio, allegando la fotocopia del proprio documento di identità. Le risposte saranno inviate all'indirizzo di posta o alla casella di posta elettronica certificata indicati nella richiesta. Oppure si può presentare la richiesta di persona, presso una qualunque delle Filiali che offrono il servizio, portando con sé un documento di identità e comunicando il codice fiscale. È possibile anche incaricare un delegato, che dovrà presentare la delega e una fotocopia del documento di identità del delegante. Anche in questo caso, su richiesta, si possono ricevere i dati per posta o alla casella di posta certificata.
  • Con una richiesta agli enti segnalanti privati (banche, uffici postali, intermediari finanziari vigilati che emettono carte di pagamento), che sono tenuti a fornire i dati personali e possono offrire il servizio di consultazione delle carte di pagamento e degli assegni bancari e postali smarriti, sottratti o bloccati.
  • Sul sito della SIA, dove è possibile verificare dal numero dell'assegno la sua corretta circolazione. I dati sono aggiornati quotidianamente.

Moduli


Informazioni Utili

I responsabili della correttezza delle informazioni contenute nella Centrale di allarme interbancaria sono gli enti segnalanti privati (banche, uffici postali, intermediari finanziari vigilati che emettono carte di pagamento) e pubblici (prefetti, Autorità giudiziaria). Eventuali contestazioni o richieste di correzione o cancellazione dei dati raccolti nella CAI devono quindi essere rivolte agli enti segnalanti, che sono tenuti a cancellare e a correggere le segnalazioni errate nel più breve tempo possibile.Per la tutela dei propri diritti e interessi è possibile rivolgersi all'Arbitro Bancario Finanziario (ABF), organismo indipendente di risoluzione stragiudiziale delle controversie tra clienti e intermediari bancari e finanziari, al Garante per la protezione dei dati personali o all'Autorità Giudiziaria.


Tratto dal sito di Banca D'Italia